Florida[Studio] “sala stampa”
Perché uno spazio apposito per la stampa? Beh, intanto perché fa figo e nessuno lo può negare. Secondo di poi perché ai giornalisti piace essere trattati meglio e noi li trattiamo meglio molto volentieri… Senza fraintenderci, si tratta solo di un’organizzazione migliore del materiale, preparato ed esposto in modo più chiaro e meno raffazzonato, qui, e poi in una sorta di cartella stampa in PDF da scaricare con le fotogorafie in alta definizione, eccetera; insomma tutto quel che ci permetterà di non avere un ufficio stampa, perché siamo nel 2009 e viva dio c’è internet. Per il resto, (non ditelo in giro), un numero di telefono ci sarà… ma se proprio proprio, ok?
Che cos’è Florida[Studio]
È un progetto nato per caso, un ragazzo -attore- Vito D’Onghia, legge un racconto su di un blog (sasakifujika.net), si mette in contatto con l’autore Simone Tolomelli e si chiede se non poteva venirne fuori qualche cosa, la risposta è stata: “no. Non ne verrà vuori niente.” Nel frattempo passa qualche mese e il fotografo professionista e regista debuttante Lorenzo Giordano ritiente che se ne possa fare davvero qualche cosa, almeno uno Studio. I tre si ritrovano su Skype, perché in quel momento sparsi per il globo: uno in Brasile, uno il Liguria e l’altro a Londra, era il giugno del 2007; sì, lavorare gratis e su internet è divertente ma non si può proprio definire time on budget.
Quanto è stato il budget di Florida[Studio]?
Non vi stiamo prendendo in giro: circa 173 euro. E intendiamo pure le pizze e le birre. Il materiale e le persone, soprattutto il loro tempo sul progetto è stato miracolosamente gratuito. Non sappiamo perché, vi diciamo solo che è andata così. Che andavamo in giro, ogni tanto raccontavamo quello che stavamo facendo e come lo stavamo facendo e alcuni ci dicevano che avrebbero voluto partecipare: così come era, senza niente indietro. E fu così che il terzetto divenne un quartetto, con lingresso di Marco Bonini, persona senza la quale il “corto” Florida[Studio], onestamente, non sarebbe mai esistito.
Per volerne fare un po’ riepilogo la storia e i personaggi del progetto sono questi: Simone Tolomelli autore dello script riadattato da un suo stesso racconto, Vito D’Onghia nella duplice parte dell’attore principale e Produttore, Lorenzo Giordano in qualità di regista e direttore luci, Marco Bonini nella persona di colui che oltra ad essere un montatore professionista e di talento ha saputo rivestire ulteriori e differenti ruoli tra i quali quello indubbiamente di co-produttore e in parte (grazie ai suoi incredibili consigli) di co-autore, co-regista. Un co, co co. Un progetto senza contratto.
Infine la sinossi
La storia si sviluppa all’interno di un campo di prigionia, un soldato vive la sua personale sconfitta come uomo e prigioniero della ragione altrui. È un monologo che accompagna lo spettatore lungo la disperata discesa verso la consapevolezza del fallimento. Il soldato è tenuto a far da guardia ad un prigioniero e nel farlo si interroga sulla propria attitudine, sulla sua vita, sul momento che sta vivendo e si paragona allo stesso prigioniero e solo in fine si rende conto quanto si assomiglino. Di quanto siano stati entrambi giudicati e destinati. La figura quasi semiotica, iconica, del prigioniero si rivela al soldato quale via di fuga e salvifica allo stesso tempo.
Rircordatevi un’ultima cosa che forse è una delle più importanti, Florida[Studio]:
- non è un documentario di protesta contro la guerra in Iraq
- né contro l’amministrazione Bush
- non è “ma guarda un po’ ’sta internet che permette ai giovani impiegati di fare il cinema dei grandi”: giovani le vostre sante sorelle
- non è “il talento si nasconde su Facebook”
- non è una tiritera sui campi di prigionia
- non è una tiritera sulle condizioni di prigionia
- non è una tiritera antimilitarista
- non è una tiritera sul militarismo
- non è un giocattolo à la Baricco, con tutto il rispetto per Alessandro
- non è una grande oppurtunità per l’Italia eccetera; fosse stato per l’Italia, eccetera…
Per il resto, non che aveste bisogno del nostro permesso, scrivete quel che vi sembra più giusto: ma sopratutto scrivetene!


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